Venerdì 7 dicembre armata di registratore digitale e buona volontà ho realizzato la mia prima intervista, che poi alla fine sono diventate due.
La prima persona che ho ntervistato è stata la signora Maria Bert, detta Mariotta e in un secondo momento ho intervistato anche suo marito il signor Dario Marinchel.
La signora Maria quando è scoppiata la seconda guerra mondiale aveva 13anni e lavorava la campagna insieme a suo padre e alle sue sorelle.
La cosa che mi ha ripetuto più volte è stato:"No ghe n'avevi paura"(non ne avevo paura), è una costante di tutti gli episodi che mi ha raccontato, da quando hanno bombardato a 50m da casa sua, a quando andava a rubare ai tedeschi.
Il signor Dario invece è andato in guerra, all'inizio è stato mandato sul fronte occidentale, poi in Albania dove è stato fatto prigioniero e portato in Grecia per due mesi, poi è andato in Montenegro, il posto dove ha avuto più paura, ed infine in Francia dove è stato fatto prigioniero nel '43 e liberato nel'45 con la fine della guerra.
Dopo una prima diffidenza iniziale, soprattutto nei confronti del registratore, la signora Maria era preoccupata del fatto che avrebbe raccontato le cose in dialetto e che non ha mica studiato all'università lei e che le cose le racconta così come riesce.
Poi con il procedere del racconto si è lasciata andare anche perchè forse ha visto quanto mi piace ascoltare.
Due storie raccontate con le lacrime agli occhi, a tratti, e lo sguardo perso nel vuoto. Due storie così diverse e così simili, due storie che "siamo fortunati ad essere qui per raccontarle".
Storie che non vanno dimenticate.
(Le interviste sono state raccolte in dialetto)
giovedì 13 dicembre 2007
Il progetto
Questo blog ha come oggetto uno studio che sto realizzando per la mia tesi di laurea sulla storia orale.
Il progetto prevede la raccolta di alcune interviste fra gli abitanti del mio paese, Mezzolombardo, che abbiano vissuto la seconda guerra mondiale. Le interviste raccolte verranno editate e ne verranno estrapolati circa 5-6 minuti e questi estratti verranno messi on-line in un sito di cui avrete l'indirizzo una volta pronto.
Il progetto si propone di ricostruire il periodo della seconda guerra mondiale attraverso le storie di vita di queste persone, vorrei quindi giungere ad un quadro generale che però si costruirà nella mente di chi ascolterà queste testimonianze, attraverso le esperienze dei narratori, grazie a ciò che hanno vissuto e che vorranno raccontare della loro vita.
Questo studio si propone di raccogliere e conservare i ricordi, le memorie di queste persone per farle conoscere a tutti, perchè sono una risorsa molto importante e allo stesso tempo effimera che ha quindi bisogno di essere fissata.
Infatti è prorio grazie ai ricordi e alle esperienze delle persone, alla conoscenza di ciò che è successo ieri che possiamo capire meglio chi siamo oggi.
Il mio progetto non verrà sviluppato con intenti storiografici nè tanto meno antropologici, ma artistici. Cercherò di incrociare i metodi e le pratiche della storia orale con le nuove tecnologie che abbiamo a disposizione oggi (registratore digitale, software di editing audio, internet) per raccontare la storia del mio paese.
Un nuovo metodo di diffusione e narrazione della storia orale di una comunità.
Quando ho spiegato questo alla mia mami mi ha detto che le sembrava di tornare indietro nel tempo, quando ero piccola, perchè andavo sempre dalla mia nonna e le dicevo:"Raccontami una storia vera".
Il progetto prevede la raccolta di alcune interviste fra gli abitanti del mio paese, Mezzolombardo, che abbiano vissuto la seconda guerra mondiale. Le interviste raccolte verranno editate e ne verranno estrapolati circa 5-6 minuti e questi estratti verranno messi on-line in un sito di cui avrete l'indirizzo una volta pronto.
Il progetto si propone di ricostruire il periodo della seconda guerra mondiale attraverso le storie di vita di queste persone, vorrei quindi giungere ad un quadro generale che però si costruirà nella mente di chi ascolterà queste testimonianze, attraverso le esperienze dei narratori, grazie a ciò che hanno vissuto e che vorranno raccontare della loro vita.
Questo studio si propone di raccogliere e conservare i ricordi, le memorie di queste persone per farle conoscere a tutti, perchè sono una risorsa molto importante e allo stesso tempo effimera che ha quindi bisogno di essere fissata.
Infatti è prorio grazie ai ricordi e alle esperienze delle persone, alla conoscenza di ciò che è successo ieri che possiamo capire meglio chi siamo oggi.
Il mio progetto non verrà sviluppato con intenti storiografici nè tanto meno antropologici, ma artistici. Cercherò di incrociare i metodi e le pratiche della storia orale con le nuove tecnologie che abbiamo a disposizione oggi (registratore digitale, software di editing audio, internet) per raccontare la storia del mio paese.
Un nuovo metodo di diffusione e narrazione della storia orale di una comunità.
Quando ho spiegato questo alla mia mami mi ha detto che le sembrava di tornare indietro nel tempo, quando ero piccola, perchè andavo sempre dalla mia nonna e le dicevo:"Raccontami una storia vera".
Chi sono
Salve a tutti, mi chiamo Stefania e sto scrivendo la mia tesi sulla storia orale per la laurea specialistica in Radiofonia e linguaggi dello spettacolo e del multimediale dell'Università degli studi di Siena.
Questa tesi non so nemmeno io com'è nata...grazie al mio relatore fondamentalmente, ma ogni giorno che passa mi appassiona sempre più.
Mi piace l'idea di realizzare un lavoro che abbia a che fare con le persone, i loro ricordi e la loro voce.
La voce che esprime e trasmette molto più di quanto possiamo immaginare, è pura emozione, basta saper ascoltare.
Detto questo non mi resta che esporvi il progetto che ho in mente, non vi voglio annoiare con il mio curriculum e cose così, vi basti sapere che adoro la radio e tutto ciò che vi sta dentro, è un po' come aprire una scatola magica per me, amo il teatro, la musica, leggere, scrivere e ascoltare storie, ascoltare la gente.
Questa tesi non so nemmeno io com'è nata...grazie al mio relatore fondamentalmente, ma ogni giorno che passa mi appassiona sempre più.
Mi piace l'idea di realizzare un lavoro che abbia a che fare con le persone, i loro ricordi e la loro voce.
La voce che esprime e trasmette molto più di quanto possiamo immaginare, è pura emozione, basta saper ascoltare.
Detto questo non mi resta che esporvi il progetto che ho in mente, non vi voglio annoiare con il mio curriculum e cose così, vi basti sapere che adoro la radio e tutto ciò che vi sta dentro, è un po' come aprire una scatola magica per me, amo il teatro, la musica, leggere, scrivere e ascoltare storie, ascoltare la gente.
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